1965/1966, il calciomercato: lo champagne di Puricelli

Come tecnico viene scelto un pò a sorpresa Puricelli, ex giocatore uruguaiano del Milan degli anni quaranta.
E’ un personaggio estroso, troppo per i tempi e soprattutto per Bergamo di metà anni sessanta, fa dichiarazioni ai giornali imprudenti, fa fare ai giocatori riti propiziatori negli spogliatoi prima delle partite, non bastando all’intervallo fa bere ai giocatori stessi un bicchiere di champagne.
Durerà cinque giornate durante le quali faremo solo due punti e poi verrà sostituito da Angeleri che ci porterà alla salvezza.

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1964/1965, il calciomercato (seconda parte): Battaglia persa

Torna al Catania l’attaccante Calvanese, viene in qualche modo sostituito dal prestito dalla Juventus del brasiliano Battaglia che due anni prima avevamo cercato di prendere.
Sarà una totale delusione, sei partite zero gol e due espulsioni per fallo di reazione, un record.
Alla seconda espulsione Tentorio non ci vede più e lo mette fuori rosa.

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1963/1964, il calciomercato: un Milan atalantino

E’ l’estate della coccarda tricolore che porteremo sulla maglia per tutta la stagione ma è anche un’estate triste e strana.
Il giorno dopo la finale vinta a San Siro muore il Papa, Giovanni XXIII, e la festa finisce subito.
Non bastando lo stesso giorno, proprio il giorno dopo la finale, l’Atalanta con un comunicato ringrazia l’allenatore Tabanelli ma comunica che sarà sostituito da Quario.

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1962/1963,il calciomercato: perdiamo Maschio, vinciamo la Coppa Italia

Dopo tre stagioni è anche l’estate della cessione della stella Maschio, ormai richiestissimo stavolta è impossibile tenerlo; l’italo-argentino è in ritiro con la Nazionale italiana a San Pellegrino in preparazione dei mondiali del Cile, lo vuole la Juventus e lui, che è in camera con il connazionale Sivori, è felice di andarci ma soprattutto ne è convinto.

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1961/1962, il calciomercato: l’uovo di Colombo

Il nostro leader difensivo, Gustavsson, decide di tornare in Svezia dopo cinque ottime stagioni, è finora l’unico atalantino ad aver giocato una finale mondiale mentre indossava la nostra maglia.
Per sostituirlo arriva dalla Juventus Colombo, in effetti è un centrocampista, un mediano ma a Bergamo giocando stopper con dietro un libero spazzatutto come Gardoni si completa perfettamente.

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1960/1961, il calciomercato: un giovane Maestro

L’operazione più importante, e anche la prima da fare, è il riscatto di Maschio dal Bologna per la cifra pattuita di 70 milioni.
La cifra è notevole, l’unico modo per farlo è vendere un altro giocatore richiesto, cioè Marchesi, ottimo centrocampista molto classico e infallibile rigorista, lo vuole l’Inter e ci dà 80 milioni, ce n’è pure d’avanzo per il riscatto di Maschio.

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1958/1959, il calciomercato (seconda parte): dirigenti serpenti

La squadra per la Serie B è una corazzata, quasi fuori categoria, esordiranno anche i giovani del vivaio, Veneri, Pizzi e soprattutto Pizzaballa (il suo ultimo campionato sarà il 78/79, giocherà quindi venti anni).
Passiamo tre turni di Coppa Italia con relativa facilità, battendo prima due squadre di Serie C, Biellese e Aquila, poi addirittura la Spal che gioca in Serie A, saremo eliminati dal Torino agli ottavi.

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1958/1959, il calciomercato (prima parte): Vittoni il farmacista

Dopo quasi venti anni siamo in Serie B, il presidente Turani si è dimesso per protesta dopo la sentenza del processo d’appello per la partita di Padova, Tentorio si allontana temporaneamente dalla società e quindi Clemente Mayer è nominato “Commissario Straordinario” l’otto agosto 1958, vice commissario è il nuovo entrato Renato Cassera (dell’omonima camiceria bergamasca) che versa venticinque milioni a fondo perduto, mica pochi.

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