Gli incidenti di marzo (1979-1987) terza parte

11 marzo 1979

Il capitano del Perugia Frosio (futuro allenatore atalantino) si lamenta con l’arbitro riguardo chi sia stato indicando la nostra curva

Perugia-Atalanta 2-0
Il famoso sasso di Perugia, stiamo retrocedendo, il Perugia arriverà secondo, abbiamo appena preso il primo gol e un sasso colpisce il nostro portiere Bodini, lanciato dalla curvetta dove ci sono i tifosi atalantini (ma non solo, non esiste ancora il settore solo ospiti) chiaramente riconoscibili dallo storico striscione delle Brigate.
All’epoca il regolamento è chiaro e semplice, se un giocatore ospite viene colpito da un oggetto la squadra di casa perde a tavolino la partita, fine.
Certo in questo caso non avrebbe molto senso, il Perugia stava vincendo, il sasso arriva da dove ci sono atalantini.
Bodini esce sostituito da Pizzaballa, perdiamo 2-0 e la settimana dopo si scatena la polemica a livello nazionale, il Perugia è l’unica concorrente del Milan per lo scudetto, le foto dello striscione delle Brigate si diffondono.
Il giudice sportivo dà ragione alla versione arbitrale che parla di sasso arrivato dagli atalantini, Brigate e Commandos fanno comunicati nei quali incolpano i perugini presenti nel settore, in ogni caso resta il risultato del campo e l’Atalanta prende pure un milione (di lire ovviamente) di multa.
Tanti anni dopo anche a Bergamo si spargerà la voce che, come del resto logico, il sasso fosse in effetti arrivato da atalantini.

25 marzo 1979

Bologna-Atalanta 1-0

Mentre in campo perdiamo uno scontro diretto decisivo con due espulsioni a fine partita ci sono scontri con i bolognesi che lanciano sassi contro i bus bergamaschi.


18 marzo 1984

Atalanta-Cremonese 1-0
Scontro diretto, un migliaio i cremonesi presenti ma molto mimetizzati in Curva Sud, in Nord il famoso striscione “Cremona ha paura e chiama la questura”.
Nel dopopartita si cerca il contatto con i cremonesi anche vicino alla stazione ma la celere si oppone.

1 marzo 1987

Torino-Atalanta 0-0
Due bus di ultras atalantini vengono fatti segno di sassate dopo la partita, dai bus partono a loro volta oggetti vari e il tutto finisce direttamente in questura.
Pochi mesi dopo si svolge il processo alla sessantina di atalantini (e pure a un granata beccato a tirare sassi) il tutto assume contorni surreali perchè ci sono le telecamere di “Un giorno in pretura” e tutti iniziano un pò a recitare, ci sono momenti esilaranti.
Alla fine il danno dei bus è di poco più di un milione (di lire), l’azienda dei trasporti torinese viene risarcita, addirittura l’affascinante pubblico ministero (una giovane spesso inquadrata dalle telecamere) chiede l’assoluzione per insufficienza di prove ma il giudice condanna ugualmente per responsabilità concorsuale (cioè eravate tutti colpevoli solo perchè eravate lì), un pò surreale visto che gli ultras erano stati caricati sui bus dalla celere, cioè mica l’avevano scelto loro.

29 marzo 1987

Infatti come si vede il Como ha appena segnato e il fuoco è già bello alto

Como-Atalanta 2-1
Proprio mentre segna il Como sotto la nostra curva scoppia un bell’incendio a causa di un mozzicone su tutta la carta lanciata all’ingresso in campo, il giudice sportivo la prende bene e ci squalifica il campo pensando al vandalismo.
Fortunatamente grazie alle immagini televisive la società può vincere il ricorso dimostrando che il fuoco era già acceso al momento del gol e che quindi non c’era alcuna relazione tra le due cose.