Atalanta-Brescia 0-0

Stadio Comunale 14 ottobre 1945 1a Serie A Alta Italia 45/46

E’ finalmente terminata la guerra ma le ferite nel paese sono ancora molto profonde: la ricostruzione è appena avviata, le vie di comunicazione sono ancora tutte da ripristinare ma la fame di calcio non può attendere e allora, per la prima e unica volta dal passaggio al girone unico del 1929/1930, il campionato si svolge su due gironi a carattere geografico, il Nord e il Centro-Sud.
Anche a Bergamo la voglia di Atalanta è tanta e per riorganizzarsi si organizza un’assemblea pubblica alla Camera di Commercio, bisogna scegliere un presidente e anche possibilmente raccogliere un po’ di soldi.
L’assemblea si svolge il sette giugno e alla fine è nominato alla massima carica societaria Daniele Turani che guiderà l’Atalanta per quasi un ventennio fino alla propria scomparsa nel 1964.
Durante la sua leggendaria presidenza ci sarà una sola retrocessione e nemmeno sul campo, vinceremo la Coppa Italia e l’Atalanta si creerà la fama di regina delle provinciali che tuttora ci distingue.
La squadra man mano torna a riformarsi, i giocatori tesserati che durante gli anni della guerra erano dispersi ovunque (qualcuno in Svizzera come il terzino Citterio) iniziano a tornare e le prime amichevoli sono paradossalmente internazionali nel senso che affrontiamo rappresentative dei soldati inglesi presenti nella città appena liberata.
Vinciamo facile la prima 10-1 e allora per la seconda gli inglesi formano una selezione un po’ più allenata che, infatti, perde solo per 4-1, il tutto serve anche per riaprire lo Stadio Comunale alla presenza di numerosi militari alleati e italiani.
Tra le forti attese degli sportivi di tutta Italia comincia a metà ottobre il campionato ed evidente è l’enorme difficoltà delle comunicazioni in un’Italia semidistrutta.
Nella prima giornata c’è il Brescia a Bergamo, lo stadio è strapieno la gente ha una voglia matta di godersi un pò di calcio in un clima un più sereno anche se le difficoltà, specie quelle economiche, sono ancora tante.
Si fa notare il nostro centravanti Boffi, ex Milan ed ex Nazionale, ancora giovane, ha solo 30 anni, ma segnato dagli infortuni, è stato tre volte prima della guerra capocannoniere ed ha un tiro potentissimo.
In rosa c’è addirittura il dio del calcio italiano anteguerra, Meazza, giocherà poche partite, ha 35 anni, ma poter schierare in quelle partite la coppia Meazza-Boffi per l’Atalanta è una specie di sogno.
Con il Brescia finisce a reti bianche, le difese sono più forti degli attacchi, specie il nostro che ha in campo Boffi ma non Meazza, l’allenatore è il ceco Nehadoma che dopo sei giornate verrà sostituito da Meazza che farà l’allenatore-giocatore, a sua volta sostituito in panchina dal suo ex compagno di Nazionale Luisito Monti a gennaio 1946.