Giuseppe Savoldi (seconda parte)

Nella stagione 67/68 l’Atalanta, cedute le punte più anziane, Nova e Hitchens, il lancio di Savoldi come titolare è definitivo.

Il primo gol stagionale arriva nel finale a Cagliari ma non basta per evitare la sconfitta, una settimana dopo però Savoldi è protagonista nella clamorosa vittoria contro l’Inter, un gol e due assist.
Il gol di piede, i due assist praticamente uguali, di testa staccando altissimo e servendo ai due compagni due palle gol da non fallire.

Passa un’altra settimana e Savoldi fa addirittura tripletta nel secondo tempo con il Varese, finisce 4-0.

da sinistra in alto:
Dell’Angelo, Cometti, Signorelli, Salvori, Danova e Tiberi
accosciati da sinistra:
Pesenti, Savoldi, Cella, Rigotto e Poppi
Il mese di ottobre di Savoldi non conosce soste, all’Olimpico romanista il pareggio è ancora suo, nel finale.
Al momento è in testa alla classifica marcatori con il granata Combin.

Inizia novembre e c’è proprio lo scontro diretto con il Torino, la squadra di Combin finisce 1-1 ma Savoldi va a segno su rigore e passa in testa da solo alla classifica cannonieri.

Dieci giorni dopo trasferta europea di Mitropa Cup contro l’Austria Vienna, a sorpresa vinciamo e il gol vittoria è ancora di bomber Savoldi, espugniamo il Prater davanti a 70.000 persone.

Savoldi torna al gol un circa un mese dopo, su rigore, ed è importante perchè decisivo per battere il Vicenza, scontro diretto per la salvezza.

Savoldi torna al gol nel 1968, a fine gennaio un suo gol è ancora decisivo per battere una sua futura squadra, il Napoli.

Passa un mese e arriva una doppietta, decisiva, per battere la Roma (già colpita all’andata)

Dopo aver sbagliato un rigore a Varese Savoldi torna al gol dagli undici metri spiazzando l’ex atalantino Pizzaballa.

Passano due partite e Savoldi apre le marcature nel 2-0 al Mantova (la mia prima volta all’Atalanta quindi il primo gol atalantino che ho visto dal vivo), è il solito colpo di testa potente e preciso.

E’ anche l’ultimo gol di Savoldi in maglia atalantina per quindici anni, dopo questa vittoria perderemo cinque partite consecutive e ci salveremo con tre punti nelle ultime due.

Nell’estate 1968 Savoldi va al Bologna per Clerici e 175 milioni, è la solita operazione necessaria per il bilancio atalantino, l’esito in questo caso sarà disastroso, arriveremo ultimi e retrocederemo, magari non solo per colpa di Clerici che comunque farà nove gol non così tanti meno dei dodici di Savoldi.

Savoldi rimarrà al Bologna fino al 1975 quando passerà al Napoli per la cifra recordi di 2 miliardi di lire (in effetti 1 miliardo e 400 milioni più Rampanti e, curiosamente, ancora Clerici).


Nella stagione 79/80 Savoldi torna al Bologna, viene coinvolto nel calcioscommesse e squalificato e squalificato per tre anni e mezzo, nell’estate del 1982 la vittoria italiana nel mondiale porta un’amnistia e, libero da squalifiche e contratti, Savoldi decide di tornare al primo amore, l’Atalanta, neopromossa in Serie B dopo l’unica stagione in Serie C1.

Savoldi ha ormai 35 anni ( e mezzo, ne compierà 36 nel gennaio 1983) gioca solo 16 partite, nessuna intera segnando un solo gol alla terza giornata in casa con il Bari ma ancora una volta decisivo.

A fine stagione si ritira dal calcio giocato, allenerà negli anni ottanta tra Serie C1 e C2 ma mai senza particolare convinzione.
Torna a vivere a Bergamo con la propria famiglia, sia il figlio che il fratello, entrambi di nome Gianluca, hanno giocato da professionisti.
Grazie di tutto Giuseppe Savoldi.
Solo 4 dei 22 gol segnati da Savoldi in totale con l’Atalanta non hanno coinciso con una vittoria (2 comunque decisivi per il pareggio, solo 2 inutili), quasi tutti strettamente decisivi per la vittoria stessa
Giuseppe Savoldi nato a Gorlago (Bg) il 21 gennaio 1947 e morto a Bergamo il 26 marzo 2026, 83 presenze e 22 gol con l’Atalanta.
