Gli incidenti di febbraio 1930-1955 (prima parte)
16 febbraio 1930

Verona-Atalanta 2-2
Già quasi cento anni fa la trasferta di Verona non è per nulla tranquilla, per cominciare fanno pagare il biglietto anche ai giornalisti e pure al presidente atalantino, l’articolista non la prende bene e inizia l’articolo incattivito, per finirlo raccomandando alla società uguale trattamento quando verranno i veneti a Bergamo.
A parte la questione biglietto è il comportamento del pubblico veronese che insulta i bergamaschi presenti in campo e fuori (ci sono i soliti soldati bergamaschi in gran numero, uno di loro offre prima dell’inizio dei fiori al capitano atalantino Perduca) con insulti che dal racconto potremmo individuare in montanari, gozzuti (per Gioppino) e qualcosa riferito alla polenta e uccelli (questa è più difficile).
Inoltre a ogni atalantino che rimane in terra dopo uno scontro il pollice verso, l’antenato del “devi morire”.
Gli atalantini presenti non sono pochi e per la maggior parte soldati di leva, quindi giovani, non particolarmente disposti a farsi insultare rispondono per le rime.
Insomma una partita che è un’eccezione per l’epoca, molto più vicino ai giorni nostri come comportamento del pubblico.
19 febbraio 1939





Casale-Atalanta 1-2 (0-2 a tavolino)
Stiamo vincendo a Casale quando c’è un’invasione di campo, arbitro e atalantini scappano negli spogliatoi ma vengono ugualmente colpiti, perfino qualche giocatore locale che cerca di fermare gli invasori si prende qualche pugno.
Scoppia la polemica tra i giornali bergamaschi e i corrispondenti casalesi della Gazzetta che cercano di minimizzare l’accaduto (teniamo presente che le fonti di quanto accaduto non sono quelle odierni, non ci sono filmati, social, nemmeno le fotografie sono frequenti specie sui campi di provincia, solo i presenti allo stadio hanno visto).
Finisce come ovvio con lo 0-2 a tavolino, una partita in campo neutro per il Casale e qualche giornata di squalifica per due giocatori nerostellati.
09 febbraio 1950


Atalanta-Inter 2-1
Battiamo l’Inter nel recupero giocato di giovedì, è una grande vittoria e ci sono molti milanesi, dopo la partita alcuni giovani bergamaschi si mettono a Porta Nuova aspettando le auto targate Milano che passano di lì per raggiungere l’autostrada (non esiste ovviamente ancora la circonvallazione) per deridere gli interisti sconfitti.
Per l’Eco di Bergamo (e per l’epoca) è hooliganismo allo stato puro, il giorno dopo lo scandalizzato trafiletto si affretta a prendere le distanze da questi “pochi” che comunque pare siano un centinaio.
Da notare che il trafiletto sugli “Odiosi maleducati” è in prima pagina con grande evidenza.
20 febbraio 1955


Atalanta-Milan 1-1
In questo caso non si parla di incidenti veri e propri ma in questa divertente visione della partita si trovano tante interessanti note di costume sulla nostra tifoseria.
L’autore è il notissimo umorista dell’epoca Achille Campanile che seguiva per il Corriere la partita della settimana per raccontarla a modo proprio.
Interessante per cominciare è la fotografia della panchina del Milan, è proprio una panca vera e propria dove siedono allenatore e accompagnatore, vicino a loro il massaggiatore con secchio d’acqua e spugna magica, abissale la differenza con le panchine odierne con una ventina di persone in tutto.
L’articolo inizia con la descrizione di un’Atalanta che domina in campo e prosegue con la gustosa descrizione di tutta una serie di frasi in dialetto degli atalantini in tribuna, tutta da leggere.
Si prosegue con una luuunga parentesi non particolarmente spiritosa su un giocatore milanista sudamericano (saltatela pure).
Nelle ultime due colonne si inventa una conversazione con un tifoso atalantino che si basa sul gioco di parole tra il nostro giocatore Nuoto (un’ala non particolarmente efficace) e il fiume Serio.
Si finisce in parità e nel freddo dopo una sottile nevicata.
