Umberto Colombo

Umberto Colombo è uno degli eroi della Coppa Italia, gioca tutte e cinque le partite che hanno portato alla vittoria finale


Arriva a Bergamo sessanta anni fa, estate 1961.
E’ un mediano e viene dalla Juventus, porta subito la propria personalità, a Torino ha vinto tre campionati in quattro stagioni, è diplomato in anni in cui per un calciatore (ma anche in genere) non è per nulla facile avvenga.
A Torino è stato giudicato sull’orlo del declino, certo è un’epoca diversa ma quando veste la maglia nerazzurra Colombo ha in realtà 28 anni, d’accordo con l’allenatore Valcareggi cambia ruolo e arretra a stopper (per i più giovani uno dei due centrali salvo che l’altra centrale all’epoca si chiama libero e gioca dietro a tutti per coprire meglio).

Ecco Colombo alla sua prima stagione atalantina, naturalmente “Cardoni” è Gardoni (e comunque la “combattiva provinciale” arriverà sesta e l’anno dopo vincerà la Coppa Italia, così per puntualizzare)

Il libero dell’Atalanta è capitan Gardoni cioè uno spazzatutto bergamasco, poca tecnica ma grande cuore decisione e soprattutto, colpo di testa.
Con alle spalle Gardoni Colombo diventa uno stopper un pò particolare, a inizio anni sessanta davvero molto particolare, cioè con i piedi che ha è in grado pure di impostare il gioco, è comunque un ex mediano; poi certo, picchia pure, anche duro, non va per il sottile con l’attaccante che marca.
Nella prima stagione atalantina segna pure due gol, due reti utilissime, la prima nel 2-2 di San Siro contro il Milan del 26 novembre 1961, (è il gol del primo pareggio) la seconda pure fondamentale per un altro pareggio esterno, 1-1 a Torino granata il 25 febbraio 1962.

Colombo nell’Atalanta 62/63, è il seconda da sinistra in piedi dopo Cometti (si nonostante la seconda maglia un pò suineggiante è proprio l’Atalanta)

Il suo ultimo gol in maglia atalantina, il terzo, lo segna all’inizio del campionato successivo 62/63 e non è per nulla un gol qualsiasi, lo segna ancora a Torino ma contro la sua ex Juventus ed è un gran gol con un tiro da fuori, vale la vittoria, passiamo 2-3, Colombo segna il secondo gol che ci porta in vantaggio 1-2, primo vantaggio di Domenghini, triplicherà Mereghetti.

Colombo è il numero sei, lo si vede in alcune chiusure difensive e quando inizia l’azione del terzo gol arrivando fino a metà campo, cosa per l’epoca molto rara per uno stopper

A fine stagione Colombo è naturalmente titolare nella finale di San Siro con il Torino marcando benissimo il centravanti inglese Hitchens che due anni dopo verrà a Bergamo giocando insieme a lui la sua ultima stagione atalantina.

Colombo nell’Atalanta 63/64 con la coccarda tricolore che indossiamo per l’unica volta nella nostra storia, lui è il secondo da destra in piedi

Tornando alla sua prima stagione a Bergamo da segnalare la convocazione di Colombo (insieme ai compagni Cometti Maschio e Nielsen) nella Rappresentativa Interleghe (in pratica sono “nazionali” composte da giocatori che giocano in uno stesso campionato quindi italiani ma pure stranieri militanti in squadre italiane).

Colombo con la fascia di capitano stringe la mano al suo collega romanista Losi prima di Atalanta-Roma 1-0 del 29 settembre 1963, stranamente è in campo pure il consueto capitano atalantino, Gardoni

Questa particolare rappresentativa gioca due partite contro le omologhe scozzesi (1-1 a Glasgow) e inglese (passando 2-0 a Manchester), Colombo gioca da titolare entrambe le volte, significativa la vittoria a Old Trafford perché gli inglesi fanno giocare proprio la nazionale vera, paradossalmente uno dei due gol “italiani” è segnato dall’inglese Hitchens, questa volta compagno di squadra di Colombo (e lo sarà ancora due anni dopo a Bergamo).
Colombo è in campo naturalmente anche nelle tre sfide allo Sporting Lisbona salvando anche sulla linea in occasione del primo gol portoghese nella partita in Portogallo ma non potendo impedire la successiva rete.

Colombo è il numero sei, quello che salva inizialmente sulla linea di testa su un bordata a porta vuota da pochi metri dopo l’infortunio di Pizzaballa che dovrà uscire in barella

In effetti Colombo avrebbe potuto lasciare Bergamo dopo una sola stagione ma il presidente Turani rifiuta le richieste di Inter e Bologna, Colombo è troppo importante per la nostra difesa.

Contro l’Inter con lo scudetto sul petto l’Atalanta con la coccarda tricolore è guidata a San Siro da capitan Colombo, siamo noi con la prima maglia

L’ultima stagione di Colombo a Bergamo è quella del 65/66 una sofferta salvezza, l’ex juventino gioca solo otto partite, ormai ha 32 anni che per l’epoca sono tanti (per un calciatore naturalmente), gioca da titolare le prime sette partite, abbiamo cambiato allenatore già alla quinta, Angeleri ha sostituito Puricelli (che aveva la curiosa idea di far bere a ogni giocatore una coppa di champagne nell’intervallo) e porterà la squadra alla salvezza.

Colombo capitano ultimo in piedi a destra, è l’Atalanta 64/65


Colombo va al Verona in Serie B nell’estate del 1966, gioca solo quattro partite poi si ritira, viene a vivere a Bergamo facendo prima l’assicuratore e poi, per hobby, l’opinionista televisivo a Bergamo Tv (onestamente era molto meglio in campo, spesso lui stesso confessa di non aver nemmeno visto la partita dell’Atalanta che poi avrebbe dovuto commentare).

Capitan Colombo fronteggia il milanista Altafini, è Atalanta-Milan 1-1 del 7 marzo 1965
Ultima stagione di capitan Colombo facilmente riconoscibile con la fascia, è Atalanta-Juventus 0-0 del 12 settembre 1965


Grazie di tutto Umberto Colombo, se ne va un altro degli eroi della Coppa Italia.

Nei primi quattro campionati in maglia atalantina salta una sola partita, è un sempre presente, ma non solo, nel 61/62 (sua prima stagione) gioca 43 partite stagionali su 43, nel 62/63 ne gioca 42 su 43, nel 63/64 38 su 41, nel 64/65 35 su 36, in pratica, non considerando l’ultima stagione a Bergamo, salta 5 partite su 163 ufficiali

Umberto Colombo nato a Como il 21 maggio 1933 e morto a Bergamo il 26 ottobre 2021, 166 presenze e 3 gol con l’Atalanta.

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