1960/1961, il calciomercato: un giovane Maestro

Fermo Favini acquisto dal Brescia 4 gol in 2 stagioni

L’operazione più importante, e anche la prima da fare, è il riscatto di Maschio dal Bologna per la cifra pattuita di 70 milioni.
La cifra è notevole, l’unico modo per farlo è vendere un altro giocatore richiesto, cioè Marchesi, ottimo centrocampista molto classico e infallibile rigorista, lo vuole l’Inter e ci dà 80 milioni, ce n’è pure d’avanzo per il riscatto di Maschio.
Marchesi poi verrà girato immediatamente dall’Inter alla Fiorentina per avere un altro centrocampista, Zaglio.
Affari loro, noi acquistiamo definitivamente Maschio, il presidente del Bologna lo rimpiange amaramente e tenta paradossalmente di riprenderlo per 200 milioni ma Tentorio rifiuta.

Ambrogio Pelagalli acquisto dal Milan 5 gol in 4 stagioni

Altra cessione pesante è quella di Ronzon al Milan, in cambio arrivano due giovani, Pelagalli e Magistrelli, anzi in effetti arriveranno perché giocano nella nazionale olimpica che partecipa ai Giochi di Roma 1960.
Magistrelli rimarrà sei stagioni segnando pure ventiquattro gol, Pelagalli tornerà al Milan nella stagione successiva ma ritornerà a Bergamo altre due volte anni dopo, è l’unico giocatore che arriva tre volte diverse all’Atalanta.

Luciano Magistrelli acquisto dal Milan 24 gol in 6 stagioni


Si risolve il dualismo tra Nova e Zavaglio, quest’ultimo viene ceduto al Verona in Serie B.
Le uscite si completano con Bodi che torna al Bologna per fine prestito (verrà poi dagli emiliani ceduto al Napoli), viene in pratica sostituito da un altro prestito sempre dai rossoblu, il centrocampista Gasperi, farà un buon campionato ma a sua volta tornerà l’anno successivo in Emilia.
Termina la carriera Angeleri, come abbiamo già visto fermato a novembre 1959 per problemi cardiaci, tornerà all’Atalanta come allenatore.
In entrata da registrare l’acquisto del terzino Griffith dalla Roma, farà un bel campionato ma purtroppo l’attaccante Cucchiaroni della Sampdoria gli spaccherà la tibia ponendo fine alla sua carriera.
Chiude le entrate una giovane mezzala dal Brescia, rimarrà due stagioni facendo molto meglio nella seconda.
Il meglio lo darà però tornando trenta anni dopo a dirigere il nostro settore giovanile, si è il Maestro Favini, per il momento è il ventiquattrenne Fermo Favini, in campo però è molto veloce, proprio per niente fermo.
Dalle giovanili viene promosso in prima squadra una giovanissima ala, Angelo Domenghini, giocherà solo quattro partite nelle prime due stagioni ma poi ci trascinerà alla vittoria in Coppa Italia e diverrà vicecampione del mondo nel 1970.
In un campionato che comunque ci vedrà al nono posto finale la salvezza arriverà alla penultima giornata vincendo a Firenze.

la copia dei contenuti è disabilitata. rivolgersi all'amministratore