Rino Marchesi

Cresce nel settore giovanile, esordisce a ottobre 1957, la prima squadra è decimata per infortuni e influenza, devono giocare molti giovani, lui e Nodari avranno poi una luminosa carriera, atalantina e non lui, solo atalantina Nodari, per Oberti, Polese e Trapletti sarà l’unica presenza in carriera in maglia nerazzurra.

Si conquista il posto da titolare, è un libero molto elegante nei movimenti, la squadra però retrocede per l’unica volta negli anni cinquanta.
Nella Serie B 58/59 Marchesi è titolare indiscusso, le gioca tutte (ma proprio tutte, 38 di campionato e 2 di Coppa Italia) oltre a garantire il proprio apporto di libero elegante e sicuro si scopre rigorista infallibile (e non per modo di dire), segna 7 gol tutti dagli undici metri, alcuni in condizioni molto difficili.

Esempio perfetto la trasformazione sul neutro di Cremona contro il Brescia, a tempo scaduto, dopo una rissa e un tentativo di invasione, contro un portiere ex nazionale che fa di tutto per innervosirlo, lui imperturbabile quando è il momento mette in rete, non sbaglierà un solo rigore in maglia atalantina.

Tornati in Serie A nel 59/60 Marchesi si conferma libero titolare (non salterà una sola partita tra campionato Coppa Italia e pure Coppa dell’Amicizia italofrancese al termine della stagione) e rigorista infallibile, altri 8 gol, 5 in Serie A, 1 in Coppa Italia (più i 6 segnati a fine partita come raccontato più sotto) e 2 in Coppa dell’Amicizia a Le Havre (fa doppietta e realizza l’unico gol su azione della sua carriera atalantina).

Nell’estate del 1960 la priorità atalantina è il riscatto del grande Maschio dal Bologna, servono 70 milioni e l’unico modo è cedere l’altro giocatore molto richiesto, appunto Marchesi all’Inter per 80 milioni.
Marchesi però non rimane all’Inter che lo gira subito alla Fiorentina per avere Zaglio.
Marchesi rimarrà cinque stagioni a Firenze, ne farà poi altre cinque alla Lazio, per chiudere la carriera a Prato in Serie C con due stagioni a inizio anni settanta.

Inizia subito ad allenare al Montevarchi, inizia man mano a scalare le categorie e il livello delle squadre allenate, dopo alcune provinciali l’apice con Napoli Inter e Juventus, (sarà il primo allenatore di Maradona e l’ultimo di Platini) e poi la fase discendente con altre provinciali fino a terminare anche questa sua seconda carriera nel 1994 al Lecce.

In panchina ha lo stesso stile di quando era in campo, elegante e signorile, un vero gentleman.

Grazie di tutto Rino Marchesi.

Ovviamente lo specialista atalantino è Marchesi che li segna tutti, uguale il collega juventino quindi decide la monetina che è bianconera, Marchesi chiude la giornata con 7 rigori segnati su 7 tentativi.
(La foto vista la presenza di dirigenti e gente in tuta in campo è riferita a uno dei rigori a fine partita)
Rigorista infallibile, forse l’unico atalantino con il 100 % sui tiri dagli undici metri, 14 gol su 15 sono dagli undici metri, non risultano rigori sbagliati
Rino Marchesi nato a San Giuliano Milanese (Mi) il 11 giugno 1937 e morto a Sesto Fiorentino (Fi) il 1 marzo 2026, 95 presenze e 15 gol con l’Atalanta.
