Atalanta-Siena 1-1

2 giugno 1940 32a Serie B 39/40

Promozione e guerra.
L’Atalanta torna in Serie A e il sofferto pareggio casalingo con il Siena certifica la promozione matematica con due giornate di anticipo.
Vale tuttavia la pena raccontare prima l’incredibile mancata promozione della precedente stagione, 1938/1939: ci presentiamo all’ultima giornata ospitando la diretta concorrente Venezia, abbiamo due punti di vantaggio ma per l’assurda regola del quoziente reti possiamo anche perdere la partita e farci raggiungere, possiamo perdere anche con 3-4 gol di scarto ma dobbiamo segnare almeno un gol per esser promossi .
E’ una regola cervellotica e, infatti, sarà il primo e ultimo anno in cui sarà usata come discriminante.
Lo stadio è strapieno, arrivano in migliaia anche dalla laguna e alla fine la
delusione è terribile, lo 0-1 ci condanna con conseguente seguito di recriminazioni e polemiche.
La dirigenza riparte, però, con rinnovato entusiasmo e la stagione 1939/1940 diventa trionfale, vinta con un punto di vantaggio sul Livorno e cinque punti sulla Lucchese terza e prima delle non promosse.
La squadra diretta da Fiorentini è letteralmente presa sulle spalle da bomber Gaddoni con la bellezza di ventisei reti in trentadue partite ben coadiuvato dal centrocampista Cominelli che a fine carriera aprirà il noto negozio di articoli sportivi.
Il bomber romagnolo è veramente poliedrico, alto ma tecnicamente valido, farà bene anche in Serie A con quindici gol in due stagioni e solo la guerra gli impedirà una carriera più luminosa.
La vera partita decisiva per la promozione è alla quartultima quando, espugnando Lucca nello scontro diretto con una doppietta di Pagliano, ci siamo garantiti in pratica il salto in Serie A e per l’aritmetica mancano ormai solo due punti nelle ultime tre giornate (ovviamente la vittoria vale ancora due punti) oppure che la Lucchese stessa non vinca a Udine.
Tutti si aspettano di festeggiare ospitando l’ormai tranquillo Siena ma in realtà la partita si trasforma in una vera e proprio sofferenza con i toscani in vantaggio in sostanza su un’unica mezza azione a metà primo tempo: contropiede, cross, tutta la difesa si addormenta e la frittata è fatta, bianconeri incredibilmente avanti.
Riparte l’assedio ma la difesa senese con protagonista il gigantesco portiere
Erbivori respinge qualsiasi cosa, in un crescendo fantozziano ante litteram è difficile tenere il conto della cronaca ma così a occhio si contano almeno due pali e traverse, due salvataggi sulla linea e a venticinque minuti dal termine arriva finalmente il pari con un tocco in mischia laocoontica di Gaddoni.
L’assedio riparte perché per la promozione matematica serve la vittoria e i salvataggi si arricchiscono di una parata di faccia del portiere Erbivori che deve uscire in barella ma che salva il pari.
Un punto solo non basta e il pubblico ci rimane abbastanza male pensando
di dover rimandare la festa finché, con qualche minuto di ritardo, arriva telefonicamente la notizia della sconfitta della Lucchese a Udine e allora sì, la festa può cominciare.
Purtroppo i festeggiamenti durano una settimana, il giorno successivo all’ormai superfluo pareggio a Lodi con il Fanfulla da Palazzo Venezia l’astuto Mussolini dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna gettando, con geniale decisione, l’Italia nell’inferno della Seconda Guerra Mondiale.

Giovanni Gaddoni venticinque gol nella Serie B 39/40