Atalanta-Udinese 1-1

8 maggio 2016 37a Serie A 15/16

Cinque anni fa è l’ultima partita casalinga e ospitiamo l’Udinese alla quale manca un punto per la salvezza matematica da noi già acquisita, ma tutti gli occhi sono puntati sull’ultima partita della lunghissima carriera nerazzurra di Gianpaolo Bellini.
La Nord lo festeggia da par suo con il gigantesco ritratto del capitano con Città Alta sullo sfondo e poi migliaia di cartoncini con la maglia numero sei, uno striscione della società sempre dedicato al capitano fa il giro del campo.

La partita in sé si racconta un attimo, l’Udinese passa in vantaggio con un colpo di testa di Zapata che sorprende Djimsiti, passano dieci minuti e Borriello è fermato in area con un fallo di mano: rigore e, spinto dal pubblico, si fa avanti proprio Bellini che peraltro segna spiazzando il portiere realizzando il gol sotto la Nord nella sua ultima partita, degna conclusione di una carriera tutta a tinte nero blu.

Il rigore di Bellini

La partita vera finisce in pratica qui, anche se prima dell’intervallo c’è ancora un’occasione per parte: il vero evento di giornata avviene però dopo sette minuti del secondo tempo quando Bellini è richiamato in panchina sostituito da Toloi (cinque anni dopo possiamo dirlo, staffetta tra capitani).
Tutti i compagni vanno ad abbracciarlo, anche arbitro e avversari gli stringono la mano e l’emozione prende un po’ tutti, Bellini naturalmente per primo: ci scappa anche qualche lacrima.
La partita finisce nella generale indifferenza e cominciano i festeggiamenti veri e propri: tutta la squadra indossa la maglia numero sei e a centrocampo il capitano prende il microfono e saluta con poche e sincere parole, la commozione sale a livelli di guardia quando, essendo anche il giorno della festa della mamma, Gianpaolo ricorda la famiglia, la moglie e soprattutto la cara mamma scomparsa.

Foto di gruppo misto, molto misto, simbolicamente sopra Bellini l’attuale capitano con prole

A questo punto il presidente Percassi gli consegna la maglia numero 281, tante sono le presenze nella massima serie in maglia atalantina, poi il capitano fa il giro di campo con la squadra salutando tutti i settori e termina inginocchiandosi sotto la Nord che lo saluta con un’ultima gigantesca sciarpata.

Commozione

Bellini lascia così il calcio giocato con 435 presenze tra campionato e Coppa Italia condite con dodici gol, nove in campionato e tre in Coppa Italia (curiosamente due di questi alla stessa avversaria, la Roma).
Altra curiosità: Bellini ha aspettato proprio l’ultima partita della sua carriera per segnare in Serie A davanti al proprio pubblico.
Delle sei reti siglate nella massima serie, infatti, le prime cinque sono state realizzate tutte in trasferta, la prima a Torino contro i granata, la seconda a Parma la terza a Roma contro i giallorossi, la vittima preferita, la quarta a Bari (nel giorno dell’esonero di Gregucci) e l’ultima a Napoli.
Possiamo quindi rilevare che in ben tre occasioni il gol di Bellini ha coinciso con una vittoria esterna, 1-2 a Torino, 2-3 a Parma e 1-3 a Napoli.
Bellini è rimasto naturalmente nella famiglia atalantina e non fa mancare il proprio apporto nelle sue nuove vesti di allenatore in seconda della Primavera di Brambilla dopo una prima stagione nelle vesti di uomo immagine.
In effetti, lui è soprattutto la bandiera, una sorta di capitano non giocatore: grazie di tutto Gianpaolo Bellini.

Gianpaolo Bellini un gol nella Serie A 15/16