Milan-Atalanta 3-3

Stacca Vittoni con un inconsueto numero nove in area milanista

25 ottobre 1953 7a Serie A 53/54

Il gabbiano vola sull’acqua.
Il gabbiano (così soprannominato per il particolare modo di correre a braccia larghe) è Stefano Angeleri centrocampista generosissimo che rimane in nerazzurro per ben undici campionati, in sostanza tutti gli anni cinquanta, stabilendo con trecento diciassette presenze il record battuto solo recentemente da Bellini.
Atalantino veramente doc, costretto dai medici a lasciare il calcio giocato per un problema al cuore, inizierà ad allenare la squadra Primavera e, dopo quattro anni, sarà chiamato a sostituire l’esonerato Puricelli salvandoci dalla retrocessione nella stagione 1965/1966 e rimanendo sulla panchina della prima squadra altri tre anni (tra sostituzioni fatte e avute).
Per il momento però Angeleri è un centrocampista di contenimento, implacabile nella marcatura e sempre generoso nel correre ovunque serva, nel calcio degli anni cinquanta é quindi normale abbia realizzato soltanto due gol, il secondo dei quali molto bello e importante in una trasferta a San Siro d’inizio campionato 1953/1954 in un momento difficile per la squadra e la classifica.
Dopo quattro stupendi anni Soerensen è stato ceduto al Milan per i consueti problemi di bilancio, in cambio è arrivato Annovazzi e dalla Sampdoria il centrocampista goleador Bassetto in cambio del giovane e promettente attaccante Testa, la squadra sembra comunque ben strutturata, ma l’inizio di campionato è pessimo, dopo sei partite abbiamo solo due punti e siamo il fanalino di coda della classifica.
Alla settima incombe la trasferta di San Siro contro il Milan di Nordhal e Liedholm e del rimpianto ex Soerensen, le speranze di fare risultato visto il momento negativo non sono molte e l’allenatore Ferrero è addirittura costretto a far giocare come centravanti il giovane Vittoni (che giocherà poi in tutti i ruoli) affiancato da Rasmussen e dalle giovani ali Brugola e Cadè II.
Insomma è un attacco abbastanza leggerino, oltretutto si gioca in una giornata piovosa anche se il terreno di gioco, grazie anche alla segatura sparsa nelle due aree, tiene abbastanza bene.

Ancora sullo 0-0 andiamo vicinissimi al vantaggio, salva un difensore sulla linea

L’inizio della partita sembra confermare il momento negativo, dopo soli sei minuti il Milan passa in vantaggio con un gol abbastanza assurdo di Frignani: su lungo lancio di Soerensen il nostro centrale difensivo Bernasconi, vistosi superato dalla palla, la devia con la mano, tutti si fermano ad aspettare il fischio dell’arbitro che però concede il vantaggio, l’attaccante milanista si ritrova con la palla a pochi passi dalla porta per il più facile dei gol.
La sorpresa generale è data dal fatto che pare (secondo la stampa locale) sia
stata applicata la regola del vantaggio per la prima volta in Italia, è ancora un calcio terribilmente ingenuo.
La nostra reazione è buona, andiamo vicino al pari in due occasioni, e reclamiamo un rigore che l’arbitro però non concede e al ventesimo arriva il raddoppio milanista ancora con Frignani, su un lungo lancio il terreno scivoloso inganna Rota e siamo sotto di due gol, la partita sembra già compromessa.

Invece dopo soli cinque minuti c’è un corner di Brugola, ponte di Annovazzi per l’accorrente Angeleri che infila Buffon con una terrificante botta al volo, 2-1 e partita riaperta.
Un’occasione per parte e arriva il pareggio in modo altrettanto assurdo del primo gol subito, rimessa laterale veloce di Brugola che trova incredibilmente solo in
area Rasmussen altra botta imparabile e la parità è raggiunta, calcio che si conferma una volta di più spettacolare sì ma di un’ingenuità che contribuisce non poco allo spettacolo.
Si va al riposo sul 2-2 e nella ripresa il Milan si butta in avanti costringendoci sulla difensiva, anche se qualche in occasione ripartiamo con pericolosi contropiedi: in questa fase sono bravissimi i due portieri prima Buffon manda sul palo un colpo di testa di Villa e poi il nostro Albani con un paio di uscite sui piedi degli attaccanti rossoneri e soprattutto esibendosi sulla sventola da due passi ancora di Frignani sulla quale compie un mezzo miracolo.
A un quarto d’ora dal termine però il nostro ennesimo contropiede è letale, il razzente Brugola parte sul filo del fuorigioco, serve di precisione Cadè II che a sua volta mette il giovane Vittoni solo davanti al portiere che è battuto con precisione non appena accenna l’uscita, abbiamo ribaltato del tutto la partita contro ogni tipo di previsione.
Purtroppo non riusciamo a tenere il vantaggio sino al termine, pareggia l’ex
Soerensen a quattro minuti dal termine correggendo in rete un traversone,
amarezza doppia anche perché abbiamo sfiorato il 2-4 in una concitata azione di contropiede con intervento risolutivo ancora di Buffon.
Portiamo comunque a casa un ottimo pareggio, uno spettacolare 3-3 che dà
un’iniezione di fiducia a tutto l’ambiente, dopo ancora qualche incertezza
chiuderemo il campionato a metà classifica grazie ai diciassette gol di Bassetto e ai quindici di Rasmussen, la leggenda della regina delle provinciali continua.

Stefano Angeleri un gol nella Serie A 53/54
Paul Rasmussen quindici gol nella Serie A 53/54
Franco Vittoni un gol nella Serie A 53/54